A distanza di un anno Rafa Benitez intervistato dalla Gazzetta dello Sport torna a parlare dell’Inter e dell’Italia:
Benitez, perché da dicembre a oggi non ha più trovato una panchina?
“Mi hanno cercato tre squadre in Spagna, due in Germania, due nazionali fra Asia e Arabia, ma diciamo che aspetto il momento e il progetto giusto. Dall’Italia? Nessuna… Anzi, indirettamente una, dalla Roma, ma non direttamente.”
Il distacco nervoso con l’Inter l’ha danneggiata in ottica-Italia?
“Il problema è che in Italia solo poche squadre possono vincere la Champions League, e oltre alle squadre che ho citato e all’Inter resta il Milan: e lì non credo che potrei andare…”.
Fanta-ipotesi: in futuro l’Inter la richiama, cosa fa?
“Coi tifosi ho sempre avuto un grande rapporto, loro mi hanno dato sempre appoggio. Sì, forse tornerei, certo ci vorrebbe chiarezza, io non ho problemi con nessuno. Per me è stata una bella esperienza: ho vinto due titoli in 6 mesi di cui uno che il presidente Moratti e tutti gli interisti aspettavano da tanti anni, l’Intercontinentale”.
Dal suo punto di vista un problema grande c’è stato: da quando è andato via, l’Inter ha acquistato 10 giocatori, e con lei zero.
“Nella vita il tempo può dirti sì o no. E se hai ragione, ti dice sì. Ecco, a me lo ha detto: perché hanno acquistato, dimostrando che ce n’era bisogno. Nella mia estate, zero acquisti, dopo di me hanno firmato 4 giocatori e ne sono andati via sei. Il problema è che dovevano farlo prima, comprare e ringiovanire: l’avessero fatto con me avremmo vinto ancora tanto. L’Inter però ha perso l’opportunità”.
Breve flash-back: nell’ultimo giorno del mercato estivo 2010 il Milan prende Ibra e lei parla con Moratti.
“Era Moratti a essere preoccupato, così io gli ho semplicemente ribadito quanto gli avevo chiesto, cioè rinforzi”.
Aveva chiesto Mascherano, Kuyt, Evra: è vero anche Jovetic?
“Sì, come poi Alexis Sanchez, un grande acquisto del Barcellona. Sanchez lo chiesi per gennaio, quando ancora costava la metà”.
Al sodo: si è sentito tradito dall’Inter?
“Mi avevano promesso tante cose e non hanno comprato niente”.
