Cavani:”Non ci sono limiti per il Napoli”

Intervistato dal Corriere dello Sport l’attaccante del Napoli non vuole dare limiti alla sua squadra: Ha conosciuto il sapore del successo, questa estate… «E quindi sono diventato anche più am­bizioso....

Intervistato dal Corriere dello Sport l’attaccante del Napoli non vuole dare limiti alla sua squadra:

Ha conosciuto il sapore del successo, questa estate…
«E quindi sono diventato anche più am­bizioso. Vincere aiuta a vincere e alzare al cielo un trofeo mi è piaciuto tantissi­mo. Le mie aspettative sono quelle di chiunque, qua: riuscire a realizzare qualcosa di importante».

E’ pronto a recitare da protagonista?
«L’anno scorso siamo stati capaci di rag­giungere il terzo posto, al termine di una stagione entusiasmante. La campagna di rafforzamento del Napoli testimonia quale sia la mentalità di De Laurentiis e di Mazzarri: le attese si intuiscono, visto gli acquisiti. Vedrete sempre questo gruppo lottare, perché vorremo far bel­la figura nelle tre competizioni che ci aspettano».

Sensazioni della vigilia?
«Ottime, perché la società s’è mossa be­ne. Poi nel calcio non si sa mai, magari ti gira tutto storto. Noi abbiamo un van­taggio, rispetto agli avversari: la spinta che ci dà il pubblico».

Si comincia e sarà subito Dzeko, Aguero, Tevez, Ibrahimovic…
«Ma io non ho paura di nessuno, qualcu­no di questi avversari l’ho affrontato in Coppa America, altri in campionato. In campo si è undici contro undici, vincechi sbaglia di meno ed il Napoli è in gra­do di contrastare chiunque».

Sfida a tutto campo, da Di Natale a For­lan.
«Di Natale ha già vinto due volte il titolo di capocannoniere, dimostrando di avere classe e fiuto del gol. Ora ritrova tra gli avversari pure Forlan, grande calciatore per una grande squadra, un uomo che ha fatto bene ovunque: non conosce il calcio italiano, ma imparerà presto».

Qual è il vostro vantaggio, se pensa ce ne sia almeno uno?
«Essere ripartiti da Mazzarri e dal suo staff, la continuità che verrà garantita dai sistemi di allenamento. Con l’Uru­guay, nei primi tempi, fu dura per Taba­rez e non mancarono le critiche. Il cam­po ha sostenuto che bisognava aspettar­lo. Siamo riusciti ad imporci nella Cop­pa America e nel 2010 abbiamo chiuso un gran Mondiale».